Mario Rauso

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Antologia critica

PRESENTAZIONE CRITICA DELL'ARTISTA
MARIO RAUSO
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA


"La pittura di Mario Rauso è accentuata da una forte trasfigurazione della realtà in forme astratte che
richiamano concetti esistenziali rivolti a riflessioni intimistiche, spirituali. Rauso all’interno di una tradizione figurativa ricerca, indaga nuovi spiragli evidenziando le enormi possibilità cromatiche di libere composizioni animate da coinvolgimenti psicologici. Partendo da una disintegrazione della forma Rauso ricompone assemblaggi incrociati ed eterogenei  in organismi antropomorfi collocati in una memoria surrealista. Rauso nella sua pittura trasforma la realtà in un’emozione cosciente del reale che diviene organismo primario della sua arte. Percorre le vie dell’astratto riscoprendo il fascino dell’immaginazione, trasparenze luministiche donano vitalità all’opera evidenziando concetti divini ed ultraterreni. Pennellate precise, segni e simboli marcati sulla tela con metodo, un percorso stabilito nella mente dell’artista che si anima sulla tela. La luce raffinata invade le opere evidenziando particolari nei colori contrastanti e nel disegno libero. Volti, presenze celestiali, natura, culture differenti, popoli, compongono le creazioni di Mario Rauso corredate da raffinata poesia ed energia vitale."

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Maggio 2010


ANTOLOGIA CRITICA
 
“ ... Il grande Oscar Wilde diceva che: l'Arte è la più intensa forma di individualismo che il mondo abbia conosciuto. La sensazione che si ottiene, nel trovarsi a confronto di un'opera di Mario Pauso è quella tra l'altro, di farci percepire immediatamente la personalità e lo spessore tecnico dell'autore che con la sua tanca emotiva, riesce di volta in volta, e da dipinto a dipinto, e sempre con assoluto quasi esasperante puntualismo, a travolgerci in una appassionante ricerca del colore e delle forme. Sempre intento ad esplorare, con solida concretezza e profondo senso ed estro del vero artista, approda con facilità nella materia, offrendo ai più severi critici, l'ampia dimostrazione delle sue capacità di reale e leale ricercatore. Certamente un "fuggitivo" dai canoni compromessi 'della commercializzazione ambigua, rappresenta un vero esempio di colui che dell'Arte né ha fatto una ragione di vita! A mio parere il maggiore Artista che il Sannio abbia mai avuto."

Rosario De Fazio


“.. Mario Rauso, pittore che affonda le radici della sua arte nella complessità della storia di Benevento,
riesce a captare dalle pietre, scolpite con perizia d'altri tempi, messaggi di comunicazione di spiriti imprigionati nelle forme come anime del tempo immutabile. La pittura del Nostro trae linfa, che si materializza in forme cromatiche, dalle pietre della storia che, inserite in un processo di "manipolazione concettuale" respirano nuova vitalità. Volti, edicole, mezzi busti diventano un "pretesto creativo" che si rivela originale rivisitazione delle radici storiche della città di cui  l'artista si sente parte integrante. La pittura-scultura di Rauso, perciò, è un voler ripercorrere atmosfere oniriche che si muovono tra magia e esoterismo. Il tutto calibrato da un progetto stilistico personale ed inimitabile. Se lo "stile" è l'uomo, lo stile di Rauso non solo lo caratterizza come uomo ma, soprattutto, come demiurgo dell'arte di memoria storica. Il tratto della pennellata si stende su tele o tavole ruvide di tempo. Mario Rauso, pur essendo autodidatta, ha ripercorso con grande intensità un processo pittorico assai originale ed intellettualmente raffinato, proprio perché libero da ogni condizionamento di canoni prefissati. Se è vero che "poeti si nasce", è anche vero che la pittura sgorga spontanea da un moto interiore come una fonte gorgogliante tra i sassi. Nel suo itinerario la fonte diventa fiume, immettendosi nel mare dopo aver ricevuto il supporto idrico di affluenti che ne arricchiscono la portata. Il fiume, tuttavia, pur ingrandendosi, non perde mai le sue caratteristiche essenziali. La vita artistica di Mario Rauso potrebbe essere condensata nella "parabola" del fiume. Egli, come i grandi fiumi che raggiungono il mare, è approdato al "mare dell'eternità dell'arte".

Luigi Meccariello

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